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Intervista del blog "Parole Parole Parole"

Intervista di Marco Mazzanti, pubblicata il 28 Gennaio 2012 sul Parole Parole Parole (blog non più disponibile) 

Un'intervista a Maria Teresa Steri, autrice col suo romanzo d'esordio I Custodi del Destino, edito per Deinotera, un mistery che io ho letto e che consiglio vivamente.

1) Chi è Maria Teresa Steri?

E' una domanda difficile per chi ama poco parlare di sé! Diciamo che è una over quarantenne sognatrice e realista al tempo stesso, una strana combinazione tra chi ha sempre la testa tra le nuvole e una persona pratica e razionale. Ma anche una grande appassionata di libri, di storie ben raccontate e, naturalmente, di scrittura.

2) I Custodi del Destino, il tuo romanzo d'esordio, uscito nel 2009 per i tipi della casa editrice Deinotera di Roma. Parliamo della sua genesi.

La storia è nata in un periodo in cui ero molto incuriosita dal tema della reincarnazione e delle vite passate, ma non in senso “romantico”, così come se ne sente parlare comunemente, quando qualcuno racconta di essere stato in un’altra vita Cleopatra o Napoleone… Ciò che mi colpiva era soprattutto l’idea di essere stati qualcun altro in un altro tempo, e riflettevo su come la scoperta di aver avuto in passato un’esistenza completamente diversa, possa cambiare tutto, possa essere un punto di rottura. Da qui è nata l’idea di una donna alla ricerca del suo passato, ma soprattutto alla ricerca di una identità nel presente.
Ma I Custodi del Destino è un romanzo nato anche dalle tante domande che mi sono sempre posta a proposito del destino... Esiste davvero un disegno per tutti noi oppure siamo in un mondo caotico e senza senso, così come le tante bruttezze che ci sono nel mondo sembrano suggerirci? Di certo la storia di Alessandra vuole dimostrare che, al di là di un possibile destino o di un determinato passato, siamo tutti liberi di scegliere chi siamo.

3) Qual è il tuo rapporto con la scrittura e i tuoi personaggi?

Il mio rapporto con la scrittura ha alti e bassi, momenti in cui non riesco a smettere di scrivere e periodi di totale buio. Sono incostante e anche molto lenta: in verità scrivo solo quando sono davvero “ispirata”!
Creare personaggi è uno degli aspetti che amo di più: penso che creare dei personaggi a 360° sia una sfida molto stimolante. Si può arrivare al punto di avere l’impressione di conoscere davvero i tuoi personaggi, in tutto e per tutto, persino nei loro difetti. Si dice che a un certo punto i personaggi prendano vita e comincino ad essere autonomi, sfuggendo un po’ allo scrittore: è qualcosa che secondo me accade davvero, ed per uno scrittore è un’emozione senza pari.

4) Nel tuo romanzo, ogni capitolo è caratterizzato da una sibilla dei Tarocchi non a caso sono 22. Cosa ti ha spinto verso questo affascinante universo, quello della simbologia degli Arcani?

I 22 Arcani Maggiori sono come pezzi di un grande quadro, ognuno di essi rappresenta l’archetipo di emozioni e situazioni universali, ognuno è la tappa di un viaggio valido per ognuno di noi, perché è il viaggio stesso della vita. Questa simbologia si è fusa in modo naturale con la storia man mano che scrivevo, ma in realtà penso che il percorso rappresentato da questi simboli possa adattarsi a qualsiasi storia, perché tutte le storie in fondo sono una forma di “viaggio” interiore ed esteriore.

5) In Italia si legge poco, ma di contro si scrive tanto... non ti sembra paradossale? Tu, da Scrittrice, cosa ne pensi? Qual è, inoltre, il rapporto con i lettori?

Hai perfettamente ragione, purtroppo: paradossalmente si scrive tanto ma si legge poco, una delle tante contraddizioni di noi esseri umani. Siamo sempre così tanto concentrati su noi stessi da guardarci poco intorno, da non riuscire a investire un po’ di tempo e denaro nella lettura, senza capire di come questo ci arricchirebbe e permetterebbe anche di migliorare la qualità di ciò che scriviamo. Però secondo me il motivo di questo fenomeno è anche nel fatto che ci sono obiettivamente troppi libri in giro di scarsa qualità, sia tra i romanzi che tra i saggi. Personalmente amo molto leggere, ma sono diventata molto selettiva perché il tempo che ho a disposizione è poco.
Il rapporto con i lettori è stata una vera scoperta per me: finché una storia non incontra il pubblico è come se fosse tutta tua, un tuo mondo. Quando si condivide questo mondo, è un’emozione strana e molto speciale.

6) Un colore che rappresenti, in toto, il tuo romanzo. 

Così d’istinto lo assocerei all’indaco, un colore un po’ misterioso…

7) Progetti in campo?

Ho appena terminato un nuovo romanzo, che avrà bisogno di un po’ di ritocchi, perché difficilmente sono soddisfatta di quello che ho scritto senza averlo prima revisionato parecchie volte. E intanto ho cominciato a scrivere un’altra storia, perché il “viaggio senza bagagli” della scrittura continua senza sosta! Il tema che accomuna questi romanzi è quello di un mistero da svelare e dell’affacciarsi del protagonista in una realtà lontana dai luoghi comuni e dal pensare ordinario.

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