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I 5 romanzi che hanno cambiato la mia scrittura


Un po' di tempo fa nella blogosfera circolava un tag sui libri che hanno cambiato la nostra vita, però visto che di questo argomento se n'è già parlato approfonditamente con l'auto-bibliografia proposta da Ivano Landi, ho pensato di lanciare un altro tema. Ovvero quali sono i libri che hanno influenzato la nostra scrittura? Recentemente anche Daniele Imperi ha toccato l'argomento, esaminando le sue letture di formazione.

Pensando in modo particolare ai romanzi letti, me ne vengono in mente alcuni che hanno lasciato un'importante eco su di me.

1) Nessuno torna indietro di Alba de Céspedes

Non credo sia facile per chi ama scrivere, individuare il libro che ha fatto scattare il desiderio di creare una storia. Neppure io posso dire con certezza quando esattamente questo sia successo, però con una certa approssimazione ipotizzerei che è successo intorno ai tredici anni con il romanzo di Alba de Céspedes. All'epoca mi colpì in modo positivo questa storia di quattro giovani donne accomunate dalla vita in un collegio femminile a Roma. In modo particolare ricordo che mi era piaciuto molto sia l'approfondimento psicologico che l'autrice riservava a ognuna delle protagoniste, sia il senso di indipendenza e forza che trasuda per tutto il romanzo. E come dimenticare che una delle protagoniste coltivava una grande passione per la scrittura e sognava di diventare un'autrice famosa? Impossibile non identificarsi. L'impatto che ha avuto su di me è stato così grande che è nato proprio in quel periodo il desiderio di scrivere una storia a mia volta.
Tra parentesi quel libro si è rivelato in qualche modo anche connesso con la mia vita personale, perché dopo alcuni anni anche io sono venuta a Roma per studiare e ho frequentato un collegio femminile. Chissà che un giorno non succederà che mi ispiri a questo vissuto per un romanzo...

2) Poirot e la salma di Agatha Christie

La regina del giallo non poteva non avere una parte nella mia scrittura, visto che intorno ai vent'anni ho letto tutto quello che ha prodotto. A distanza di tempo, devo riconoscere che non mi sento poi così vicina alle sue storie, anzi. Tuttavia è innegabile che un suo romanzo in particolare ha inciso molto sulla mia scrittura. Si tratta di Poirot e la salma, giallo che punta molto l'accento sull'aspetto psicologico dei personaggi. Sarà stato quest'ultimo aspetto forse a colpirmi più di tutto. Probabilmente non è la migliore prova della famosa autrice, ma le vie della lettura sono imperscrutabili, no? Tutto quello che so è che dopo aver letto questo romanzo, avevo una gran voglia di scrivere qualcosa dalle tinte gialle.

3) Appuntamento nel tempo di Richard Matheson

Ho letto questo romanzo intorno ai venticinque anni e me ne sono innamorata subito. Quello che in particolare mi ha colpita subito è stata la capacità dell'autore di portare il lettore alla famosa sospensione dell'incredulità. In quel periodo mi ero formata già un'idea del tipo di storie che mi sarebbe piaciuto scrivere (ne avevo iniziata una in particolare in bilico tra fantasy e occulto che non ha mai visto la luce), così questo romanzo ha influenzato molto il mio modo di concepire una trama. In tempi recenti ho provato anche a rileggerlo in quest'ottica, provando a carpire il modo in cui Matheson aggancia il lettore fin dalle prime battute e lo porta dove vuole. Tra l'altro è una storia d'amore, secondo me, molto ricca di emozioni.

4) Il volto del peccato di Ruth Rendell

Chi mi conosce sa che io adoro questa scrittrice di gialli e noir. Questo suo romanzo in particolare, il primo che ho letto, ha avuto tantissima influenza su di me. Forse potrei dire che abbia anche condizionato molto il mio stile di scrittura, senza la pretesa di raggiungere la sua elegante e impeccabile prosa fatta di chiaroscuri. Ma soprattutto è proprio dai suoi libri che è nata la mia voglia di scrivere noir, anche se nel mio caso c'è l'influsso sovrannaturale ed esoterico.
Anche questo romanzo è stato oggetto di letture e riletture da parte mia, per analizzarne la trama e in particolare il modo in cui l'autrice riesce a incastrare tutti gli eventi fino al colpo di scena finale.

5) Le incantatrici di Boileau-Narcejac

In tempi recentissimi, un'altra importante tappa è stata segnata dalla coppia di autori Boileau-Narcejac, di cui vi ho parlato in un altro post qualche tempo fa. Segno che anche dopo i quarant'anni la scrittura può cambiare, anzi segno che siamo in costante e continuo cambiamento. Le incantatrici in particolare è un romanzo che ho letto la scorsa estate e ho trovato quasi ipnotico, per il modo di raccontare e l'affascinante prosa. Le incantatrici è un romanzo molto onirico, ammaliante, che ci conduce nel mondo dell'illusionismo e dell'ossessione amorosa.
Il loro stile mi fa venire una gran voglia di sperimentare nuovi modi di approcciare le parole, di osare anche accostamenti insoliti o fuori dagli schemi. È una fase che sto ancora vivendo quindi non so bene dove mi porterà.

* * *
Naturalmente la lista potrebbe essere molto più lunga, però qui ho volutamente fatto una selezione toccando alcune tappe particolari, romanzi che hanno determinato una svolta nella mia scrittura, più che concentrarmi sulla formazione vera e propria.

E ora ditemi, quali sono le storie che hanno influenzato la vostra scrittura?

Commenti

  1. Purtroppo non conosco nessuno di questi romanzi. Credo che la lettura sia la fonte fondamentale dello scrivere. A volte sento di scrittori che non hanno tempo per leggere e sono convinta che non siano dei buoni scrittori. Leggere aiuta a confrontarsi e, come scrivi tu, tentare strade nuove e nuovi approcci per migliorare e migliorarsi. Anche io ho sperimentato letture importanti che un po' mi hanno influenzato: adoro in particolare Sandor Marai (che considero un maestro della scrittura intimista e psicologica) e il premio Pulitzer Elisabeth Stroth.

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    1. Mi accodo a Caterina. Neanche io conosco questi romanzi però è sempre buoni scambiarsi titoli. Non si leggerà tutto quello che ci viene consigliato, ma si viene a conoscenza di diversi autori che non conosciamo. La curiosità stuzzica la lettura.

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    2. Infatti penso che la lista di libri che hanno influenzato la nostra scrittura sia molto soggettiva, sicuramente diversa per ognuno, ma può essere interessante confrontarsi su questo. Non saprei neppure dire se i titoli da me detti siano obiettivamente "capolavori", ma a me hanno detto molto. Sandor Marai non lo conosco, dovrò approfondire.

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  2. "Le incantatrici" e "nessuno torna indietro"mi ispirano!Non mi reputo una scrittrice,quindi non ho un genere su cui mi sono basata per scrivere il mio libro,ma posso dire che comunque ci sono libri che ti entrano nel cuore e non se ne vanno più.Tra questi ricordo molto volentieri "il sentiero della Dea" e "Tokyo blues Norweegian wood"di Murakami.
    Antonella Aeglos Astori

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    1. Nessuno torna indietro è una pietra miliare, secondo me, un piccolo classico. E' vero quello che dici, ci sono libri che entrano nel cuore e ti condizionano molto, come se fossero animati da vita propria.

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  3. Forse il tuo elenco è in parte generazionale, anch'io a 20 anni ho letto tutta Agatha Christie con grande godimento, tra l'altro e amo moltissimo Ruth Rendell, il romanzo Nessuno torna indietro è un classico ormai dimenticato. Le letture che credo mi abbiano influenzato nel modo di scrivere sono di sicuro Rodari (cito più autori che libri) per il fatto di far andare la fantasia a briglie sciolte, Brunella Gasperini e attualmente spero Genovesi.

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    1. Eh sì, probabilmente è una questione in parte di generazione, potremmo dire che anche in fatto di libri ci sono delle tendenze. Anche io ho adorato Rodari, senz'altro anche lui ha avuto molta parte nella mia formazione. Gli altri non li conosco e dovrò rimediare :)

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  4. Anch'io non conosco nessuno dei libri e autori che tu hai citato ma senza dubbio, ho tre autori ma soprattutto due libri che hanno cambiato la mia vita e hanno dato inizio alla mia passione di lettura e scrittura.
    il primo ' Il piccolo principe" di Saint-Exupéry, per me indimenticabile, lo acquistai in vacanza all'età di 13 anni
    Il secondo "Il gabbiano Jonathan Livingston" di Richard Back, favola sulla libertà di volare dove meglio preferiva.
    Il terzo, non c'è ma amo tutto quello che scrive Danielle Steel, quest'utlima scrittrice ha indirizzato il mio orientamento di scrittura.
    Ora, a 50 anni, leggo di tutto, romanzi, gialli, fantasy, esoterici, storici.......leggere non mi basta mai e da ognuno dei libri letti, cerco spunti per scrivere.
    Sono fonte insaziabile per imparare sempre nuovi modi di interpretare i pensieri, costruirli e poi scriverne dei propri.

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    1. Ciao Terry! Credo che il processo di apprendimento e formazione non finisca mai, c'è sempre modo di imparare nuovi modi di esprimersi e "prendere" da ciò che gli autori offrono.
      Sai che Danielle Steel invece non sono mai riuscita ad amarla, ho letto qualcosa di suo in passato ma non mi ha mai preso abbastanza. Tutto è molto soggettivo, a quanto pare ed è giusto così!

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  5. Anch'io avevo partecipato all'epoca (gennaio 2016, mica ere geologiche fa) al meme dell'auto-bibliografia e c'erano i 100 libri che hanno influenzato la mia vita, e dunque anche la mia scrittura. Cosa ci posso aggiungere in questi due anni? Mi sembra di non aver introdotto autori nuovi, eppure si, sto leggendo di più e meglio. Stephen King ad esempio, che evitavo come la morte ed ora mi piace. Ma che influenzano la mia scrittura, adesso, sono sicuramente i libri di Diana Gabaldon, anche se non scriverò mai qualcosa di storico, mi manca il suo know-how per le ricerche.

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    1. Ci sono autori che ti entrano nel sangue, anche se restano in qualche modo irraggiungibili per quello che scrivono o per l'impronta che sanno dare. Eppure, di certo ci condizionano, sono convinta che siamo tutti spugne quando leggiamo.
      Sai che Stephen King l'ho sempre evitato anche io, ma è già da un po' che penso di provare a leggere qualcosa di suo, forse partirò da 22- 11-'63 che mi tenta molto da quando ho visto la miniserie.

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  6. Non sono proprio in grado di dire quali autori abbiano influenzato la mia scrittura, ma capisco bene la voglia di sperimentare nuovi modi di scrivere di cui parli. Anche a me alcuni autori fanno quell'effetto, particolarmente benefico, visto che di mio non sono proprio una rivoluzionaria... oppure sì? ;)

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    1. Beh secondo me ci sono "piccole rivoluzioni" nella scrittura di ognuno, lo stile con il tempo si modifica e penso sia proprio a causa delle letture. Il mio desiderio di sperimentare è sempre più forte, ultimamente mi sento molto allergica ai "si fa così"!

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  7. Cara Maria Teresa, a parte Agatha Christie e il suo Poirot, non conosco altro della tua lista. Questo mi dà la misura della mia ignoranza e del mio bisogno di leggere ancora e ancora. Il problema è che il tempo a disposizione è infinitamente più piccolo rispetto a tutti i libri che vorrei leggere e non arriverò mai a colmare la distanza. Per la mia lista... forse ne verrà fuori un post. A presto

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    1. Magari abbiamo solo gusti diversi! Anche per me il tempo a disposizione è troppo poco, a volte mi prende l'ansia per tutti i libri che ho da leggere e per quelli che vorrei leggere in futuro. Aspetto la tua lista :)

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  8. Alba De Cespedes l'ho adorata anch'io, di lei ho amato moltissimo il romanzo Dalla parte di lei, pensa che tempo fa ho provato a vedere se esisteva la versione in eBook perché mi piacerebbe rileggerlo. Bellissimo anche Nessuno torna indietro. Di Ruth Rendell ho letto La morte non sa leggere, è una lettura però di molti anni fa. Sui libri che hanno influenzato la mia scrittura potrei scrivere un post, hai avuto una bellissima idea!

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    1. Accidenti, mi hai incuriosita con Dalla parte di lei, ma ho visto che non si trova neppure usato! Peccato. Io di Alba De Cespedes ho letto anche Quaderno Proibito, ma mi era piaciuto meno. Allora aspetto di leggere la tua lista ;)

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  9. Non ho letto i libri che citi, ma è piuttosto comune mi pare di capire. Però di Agatha ne ho letti molti. Se dovessi stilare la mia lista personale sarei combattuta tra diversi ma direi che:
    Il conte di Montecristo; La profezia di Celestino (e tutta le serie); Shantaram; Io uccido; Io prima di te... ecco stanno sul podio. Un po' per raccontare i generi che mi piacciono, un po' perché leggere sempre le stesse cose lo trovo riduttivo e poi perché al cuore non si comanda e ogni libro va a colmare qualche lacuna.

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    1. E' vero, ogni libro ci regala qualcosa, chi più chi meno. Anche la saggistica ha il suo peso e in qualche modo condiziona la scrittura. Qui ho ridotto al minimo l'elenco perché di fatto poi le storie che segnano un confine vero e proprio tra "prima e dopo" la lettura sono poche, ma è verissimo quello che dici.

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  10. Bellissimo post! Devo meditare sulla mia risposta, credo che la scriverò sul mio blog.

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    1. Grazie Antonella, allora leggerò il tuo elenco sul blog ;)

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  11. Contribuisco volentieri all'iniziativa con il mio elenco.
    Se devo scegliere cinque titoli, i primi che mi vengono in mente sono:
    1) "La crocifissione in rosa" di Henry Miller
    2) "Alla ricerca del tempo perduto" di Proust
    3) "La storia dell'occhio" di Georges Bataille
    4) "I racconti" di H.P. Lovecraft
    5) "L'angelo della finestra d'Occidente" di Gustav Meyrink

    P.S. Grazie per aver ricordato il mio antico meme dell'Autobiobibliografia :-)

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    1. Ciao Ivano, il tuo meme è antico ma sempre-verde ;)
      Libri importanti i tuoi! Lovecraft ha avuto un certo peso anche per me, impossibile restare indifferenti. L'ultimo citato invece mi piacerebbe recuperarlo, finora non ho mai avuto occasione di leggerlo.

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    2. Che poi, a guardar bene, questa mia lista rappresenta alla perfezione gli ingredienti della mia scrittura: una dose abbondante di autobiografico (Miller e Proust); un po' di eros (Bataille); quanto basta di horror (Lovecraft); un mestolo di esoterismo (Meyrink).

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    3. Giustamente, visto che sono gli elementi che che ti hanno ispirato ^_^

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  12. Ci sto pensando ma non riesco a ricordare quando è nata la mia voglia di scrivere, né con quale romanzo in particolare. Leggo da sempre e i libri fanno parte della mia vita sin dall'infanzia.
    Quando ci ripenso mi rendo conto di aver amato i libri, con tutto il carico di emozioni che si portano dietro, probabilmente subito dopo aver amato la mia famiglia.

    Forse ciò che mi ha spinta a voler scrivere e ha influenzato questa decisione non è stato un solo libro, uno stile o un autore. Più di tutto, credo sia stato ciò che i libri significano per me.
    Dicono che le persone tendano a condividere le cose che le fanno stare bene, o che le rendono felici, perché pensano che anche gli altri possano avere emozioni positive con quelle stesse cose.
    Forse per me è così con i libri: significano così tanto e mi hanno resa così felice che vorrei poter creare qualcosa che renda felice altri.

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    1. Ciao Patty. E' vero, l'amore per la scrittura non nasce mai da un libro in particolare, in fondo anche per me il primo che ho citato è stato più che altro una molla.
      Bello quello che hai detto sui libri che ti danno la felicità e ancora più bello è voler creare qualcosa in grado di scatenare un sentimento simile. Dopo tutto sono proprio le emozioni forti quelle che restano dentro di noi, insieme alle parole che le hanno trasmesse.

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  13. Ciao Maria Teresa, che bello questo post, quanto mi piace e quanto mi piacciono i commenti!

    Dunque, non è facile sfoltire al massimo per trovare l'essenza, però rispetto al romanzo che ho pubblicato il mio stile ha attinto a: Agatha Christie, Edgar Allan Poe, H. P. Lovercraft e Lansdale.
    Nei racconti e nell'ultimo romanzo (ancora non so se lo pubblicherò) lo stile è diverso, invece.

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    1. Grazie Clementina!! Che bella lista che hai, tutti autori che amo molto anche io. Penso che a un certo punto sia inevitabile che lo stile si modifichi, sotto l'influsso delle letture e a causa di una naturale evoluzione della scrittura e degli interessi.
      Sono sempre più curiosa di leggere qualcosa di tuo!

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  14. Curioso che manchino del tutto autori italiani. Eppure, se si vuol apprendere qualcosa dell'arte della scrittura, a mio parere è indispensabile leggere l'italiano degli italiani.
    Quanto ai cinque romanzi: I promessi sposi del Manzoni, I Malavoglia di Verga, Il Contesto di Sciascia, Todo Modo dello stesso autore, Retablo di Consolo, Il fu Mattia Pascal di Pirandello, Diceria dell'untore di Bufalino.
    Non sono bravo a contare, è vero.
    Imprescindibili Proust, Dostoevskij e Mann.
    Segnalo una chicca: L'Armada, di Franz Zeise, autore sconosciuto, morto povero e pazzo (come è giusto che sia), ma artista dalla prosa meravigliosa e prodigiosa.

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    1. Il senso del post però non è enumerare libri da cui apprendere l'arte della scrittura. La scelta dei cinque titoli è soggettiva, ovvero si tratta di romanzi che a me personalmente hanno trasmesso qualcosa relativamente alla scrittura. Se non ci sono autori italiani, quindi, non è perché non li ritengo degni di nota. Non sto dando alcun giudizio, anzi non ho fatto alcun riferimento alla qualità obiettiva del testo.

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