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Caterina Stile presenta “Temaki”


Per la presentazione di oggi vi propongo il romanzo “Temaki”. Ce ne parla l'autrice, Caterina Stile.

Sinossi

Quando la vita perde i contorni dell’infanzia, ogni riferimento si dissolve nell’incertezza e bisogna fare i conti con una realtà a volte talmente crudele da macchiare perfino i sogni e le speranze giovanili. Chiara, Tessa e Maria lo imparano a proprie spese scontrandosi con le responsabilità, gli ideali, le difficoltà di un’esistenza che a un tratto non sembra più appartenere loro. Temaki è il romanzo della crescita, il romanzo dell’affermazione di sé che, con stile tagliente e profondo, giunge all’essenzialità dell’io-tu, allo scontro – uomo-donna, genitore-figlio – inevitabile e necessario per comprendere che l’amore, in tutte le sue forme, non accetta compromessi.

Tessa, Maria e Chiara sono tre inseparabili venticinquenni che, in bilico tra la giovinezza e l'età adulta, si trovano a fronteggiare realtà nuove che le cambiano profondamente mettendo a dura prova la loro amicizia inossidabile.

Tessa è una ragazza a cui la vita sembra aver donato tutto: soldi in tasca, un’auto personale, l’università senza impegno e ragazzi disponibili che frequenta per poco più di qualche mese fino a quando Luca, con sguardo disarmante e la capacità di leggere nei suoi silenzi, fa sorgere in lei sogni romantici a cui non è abituata. Sarà questo a provocare in lei un'implosione tanto profonda quanto la superficialità che l'ha sempre caratterizzata.

Maria, invece, è una figlia esemplare: tranquilla e ubbidiente si presta come una marionetta alle manie di grandezza dei suoi genitori, due contadini che hanno condotto una vita di privazioni con l'unico scopo di realizzare per lei un grandioso matrimonio come arma di riscatto in società. Ed è proprio in mezzo ai preparativi che Maria si risveglia come una tigre assopita per difendere con le unghie il sogno romantico di un matrimonio che sembra a rischio.

Del trio “Temaki”, Chiara è la più determinata a farsi strada da sola anche a costo di accettare un lavoro che la obbliga a trasferirsi da Napoli a Bologna. Nell'azienda dove viene assunta come impiegata, conosce Riccardo, un operaio che ha fatto del lavoro la sua priorità e con il quale instaura un rapporto fatto di battibecchi divertenti e violente sfuriate che obbligano due personalità troppo simili a confrontarsi di continuo. Sarà una lite banale a metterli di fronte a un bivio inevitabile: sacrificare l'indipendenza a fatica raggiunta o i sentimenti?

Il desiderio di autonomia, la ricerca del proprio posto nel mondo del lavoro, le relazioni familiari conflittuali, l'accettazione nel rapporto di coppia sono i punti cardine di una crescita personale fatta di soddisfazioni ma anche lacrime represse dietro la forza inarrestabile dell'orgoglio giovanile. Solo crescendo ci si rende conto che esistono infinite sfumature tra il bianco e il nero ma, a venticinque anni, accettarlo non è sempre facile. “Forse siamo cresciute troppo.”

Temaki è un “luogo” dove le emozioni vengono fuori a poco a poco attraverso le riflessioni dei personaggi con uno stile originale che mira a creare quel rapporto di empatia necessario per la condivisione delle emozioni. I dialoghi, al contrario, sono spesso freschi e vivaci e alleggeriscono il testo anche se non mancano scambi di battute ricchi di pathos e riflessioni fatte ad alta voce che sono quasi delle confessioni.

Il target a cui si rivolge il romanzo è, a primo impatto, giovanile poiché la trama punta a evidenziare ogni aspetto della crescita – emotivo, relazionale, professionale – ma i risvolti introspettivi, i rapporti con le famiglie, le difficoltà dei genitori di fronte ai cambiamenti delle figlie fanno in modo da attirare anche un pubblico più adulto.

Caterina Stile

Incipit

Riccardo lasciò la moto nel parcheggio dell’azienda, posò il casco e tirò fuori la cartellina azzurra che esplodeva di fogli e disegni tecnici. Diede una sistemata veloce ai capelli, appena il tempo di rendersi conto che c’erano già troppe auto intorno, e si avviò verso l’ingresso. Era ancora in orario, solo questo contava. Non era raro che qualche problema insoluto sul lavoro lo tenesse sveglio di notte, ma questa volta aveva esagerato trascinandosi a riflettere e scrivere dalle tre alle cinque del mattino per poi riaddormentarsi subito dopo talmente stanco da non sentire la sveglia. Mentre cercava in tasca il badge, decise che si sarebbe diretto subito al reparto evitando il solito caffè al distributore con Sergio: non c’era tempo.

Ebook o cartaceo in vendita su: 
AmazonIlmiolibro

Blog dell'autrice:
Emozioni d'inchiostro
L'autrice gestisce anche il sito di divulgazione scientifica saperepotere.it

Commenti

  1. Molto interessante sia la tematica affrontata d'introspezione che l'ultima spiegazione. Parlare con il linguaggio comprensibile ai giovani per far capire al resto della famiglia mi pare un ottimo modo di veicolare il messaggio.

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    1. Grazie, Nadia. L'obiettivo del mio romanzo è proprio quello di aprire un po' le menti alla comprensione reciproca tra generazioni diverse.

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  2. Anche se appunto come si dice alla fine è rivolto ad un pubblico giovanile, sono d'accordissimo nel dire che chiunque può leggere questo libro. Le emozioni, la crescita sono argomenti sempre all'ordine del giorno e tutti ci siamo passati. Tutti abbiamo dovuto combattere per far emergere il proprio carattere, nel bene o nel male,far valere le nostra posizione e sicuramente sarà utile leggere questo libro per poter crescere ancora di più e chissà... conoscerci un pò meglio!
    ANTONELLA AEGLOS ASTORI

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    1. Sono d'accordo. Le lotte generazionali coinvolgono entrambe le parti (giovani e adulti) e nel mio romanzo ho cercato di rendere i diversi punti di vista. Per poi scoprire, strada facendo, che spesso ci sono più convergenze che divergenze!

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  3. L'ho scaricato durante il Black Friday. Questa ospitata conferma l'intenzione di leggerlo! Grazie ad entrambe

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    1. Grazie, Elena. Spero di non deludere le tue aspettative.

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  4. Il rapporto spesso conflittuale tra genitori e figli, vedere crescere i propri figli senza comprenderli (e lo dico da genitore e nonno) è sempre stato un tema vivo e controverso. Molti si sono avventurati nelle spiegazioni, tuttavia pochi sono riusciti nell'intento. Parlare poi il linguaggio dei giovani è un ostacolo generazionale: io l'ho avuto coi miei genitori, i miei figli con me.
    L'argomento è di estremo interesse per me.

    Non conosco la tua età, e a una donna non la si chiede mai, però mi viene da domandarti, Caterina, come sei riuscita a far parlare, ragionare le tue venticinquenni, a trovare le parole, il linguaggio di quell'età?
    Grazie
    Rosario

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    1. Ciao Rosario, grazie innanzitutto per l'interesse. Ho poco più di trent'anni e ricordo bene le emozioni e i conflitti vissuti, forse è questo che mi reso più facile il compito. Ciò che però mi ha cambiata tanto facendomi crescere e riflettere sui diversi aspetti della gioventù è stato sicuramente la maternità. Diventare madre mi ha permesso di capire me stessa come figlia e di risolvere i conti che avevo lasciato in sospeso dentro di me.
      Il conflitto tra generazioni non è però l'unico tema affrontato: le tre protagoniste devono fare i conti con la vita degli adulti quindi con il lavoro, la vita di coppia, l'affermazione di sé. Di conseguenza ho ritenuto opportuno utilizzare un linguaggio più maturo rispetto a quello che si ritrova spesso nei romanzi adolescenziali. Non ci sono parolacce e volgarità, perché il linguaggio dei giovani non è sempre così basso e superficiale. Ho voluto parlare di quella gioventù che ha tante qualità e la volontà di affermarle con dignità. Spero di esserci riuscita.

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  5. Grazie di cuore, Maria Teresa Steri, per la splendida opportunità che mi hai concesso regalandomi un angolo del tuo interessante blog!

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  6. I temi trattati in questo romanzo mi attirano molto e offre molti punti di riflessione. Lo metto in lista di future letture.

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